Mantova, eccellenza agroalimentare che fa crescere il territorio
La Provincia di Mantova è sempre più un punto di riferimento nell’agroalimentare italiano. Qui, tra campagne curate, stalle d’eccellenza e produzioni artigianali, il cibo non è solo economia ma identità e cultura. Ma partiamo dal comparto agroalimentare mantovano, allargato alla regione di cui fa parte.
La Regione Lombardia
Nel 2023 la Lombardia ha consolidato il suo ruolo di leader nella “Dop Economy”, raggiungendo un valore complessivo di 2,58 miliardi di euro, con un incremento del 3,3%. Il dato include 75 prodotti a denominazione (DOP e IGP), suddivisi tra alimenti e bevande e riflette il successo dei brand lombardi sui mercati nazionali e internazionali.
A livello territoriale, Brescia guida la graduatoria generale (cibo+vino) con 929 milioni (36% della produzione regionale), seguita da Mantova con 602 milioni (23%), Cremona con 307 e Sondrio con 278 milioni.
Il settore agroalimentare lombardo (ex lattiero‑caseario, salumi, conserve, ecc.) vale 2,085 miliardi di euro, risultando il secondo in Italia con una crescita del 4,2%. Il settore vitivinicolo, stabile rispetto all’anno precedente, ha un valore di 496 milioni, confermandosi al settimo posto in classifica nazionale.
Il distretto mantovano
Eccellenze IGP e DOP
La parte più importante di questa ricchezza arriva dal settore alimentare, che da solo vale 594 milioni di euro: Mantova si piazza al quarto posto nazionale (+2,8%), seguita da Brescia, Cremona, Sondrio e Lodi. I formaggi rappresentano il cuore pulsante: basti pensare al Grana Padano, che da solo genera in Lombardia un valore superiore a 1,8 miliardi di euro, o al Parmigiano Reggiano, che si ferma poco sotto, con 1,59 miliardi. [1]
La produzione di latte nella provincia di Mantova nel 2023 è risultata in crescita, con una produzione annua di circa 11,05 milioni di quintali di latte.[2]
Il distretto mantovano partecipa significativamente alla produzione di prodotti DOP e IGP, con 8 prodotti mantovani su 27 lombardi tra cui [3]:
- Pera tipica mantovana IGP: riconosciuta dal 1998, questa pera è apprezzata per le sue qualità organolettiche.
- Melone Mantovano IGP: riconoscimento nel 2013, con una zona di produzione che si estende anche nelle province di Cremona, Modena, Bologna e Ferrara.
- Suino Pesante Padano IGP: un prodotto che rappresenta la tradizione zootecnica della zona.
- Vini Provincia di Mantova IGP: inclusi Lambrusco, vini bianchi, rossi, rosati, passiti e novelli, con specificazioni da vitigno.
- Grana Padano: formaggio DOP
- Parmigiano Reggiano: formaggio DOP.
- Olio del Garda: olio extravergine di oliva DOP.




Agricoltura ad alto valore aggiunto
Sul fronte agricolo, il territorio mantovano è noto per le sue grandi coltivazioni di cereali (in particolare mais e frumento), ma anche per la soia, i foraggi e le orticole da industria, come il pomodoro e la zucca. I campi sono spesso gestiti con tecniche di agricoltura di precisione, in cui droni, sensori e software aiutano a migliorare rese e qualità, riducendo l’impatto ambientale.
La meccanizzazione avanzata, unita alla formazione continua, ha fatto della provincia uno dei laboratori più innovativi dell’agritech in Italia.
Mantova spicca nell'agroalimentare anche per i suoi frutti estivi. Nel 2024, infatti, la provincia di Mantova ha visto una superficie coltivata a melone in piena aria di 2.548 ettari e 9.687 are [4] in serra, per una produzione complessiva di 76.643 tonnellate, secondo Myfruit[5].
Inoltre, sono stati coltivati 1.250 ettari di angurie in piena aria e 5.587 are in serra, con una produzione totale di 63.312 tonnellate, come riportato da Confagricoltura Mantova[6].
La zootecnia
Uno dei punti di forza dell’agroalimentare mantovano è sicuramente il comparto zootecnico. Mantova è infatti la prima provincia in Italia per produzione di latte, con oltre 1 milione di tonnellate l’anno, pari al 10% della produzione nazionale.
L’allevamento bovino è altamente specializzato e tecnologico: le stalle sono oggi dotate di sensori, robot di mungitura e sistemi digitali per il monitoraggio della salute degli animali. Questo consente non solo una produzione efficiente, ma anche attenta al benessere animale e alla sostenibilità ambientale.
Non dimentichiamo che a Mantova c’è uno dei più attivi centri della Lely, che da anni è un’azienda leader nell'automazione dei processi in ambito zootecnico, visto che in provincia sono presenti oltre il 20% dei robot di mungitura italiani.[7]
Leggi l'articolo sulla Zootecnia e sulla visita al centro olandese della Lely della classe ITS Academy D&G 2025.
Leggi l'articolo dedicato alla Zootecnia 4.0 e all'azienda Lely.
Anche la filiera delle carni è altamente strutturata, con allevamenti, macelli e trasformatori che operano secondo standard qualitativi elevati e in stretta collaborazione con enti di controllo e certificazione.
Una filiera completa: dal campo alla tavola
La filiera food mantovana è fortemente integrata: le materie prime prodotte localmente vengono trasformate sul territorio, confezionate e vendute in Italia e all’estero. Le aziende di trasformazione, piccole e grandi, si occupano di conservare, trasformare, cuocere, stagionare e confezionare prodotti che finiscono sugli scaffali dei supermercati o nelle cucine dei ristoranti più rinomati.
Pensiamo, ad esempio, alla filiera del latte che parte dalle stalle, passa dai caseifici cooperativi e finisce nei consorzi che distribuiscono Grana Padano e Parmigiano Reggiano in tutto il mondo, oppure alla filiera del pomodoro, che coinvolge decine di aziende agricole, impianti di trasformazione e imprese di logistica.
PMI, non solo big
Al 31 dicembre 2023, Mantova contava 6.819 imprese agricole attive, che rappresentano circa il 20,8% del totale delle aziende della provincia. A queste si aggiungono 478 imprese dell’industria alimentare e delle bevande, consolidando un sistema produttivo che copre l’intera filiera, dalla terra alla tavola.[8]
La provincia di Mantova ospita anche un numero rilevante di piccole e medie imprese (PMI) che operano nel settore della trasformazione e della vendita diretta dei prodotti agricoli. La presenza di aziende innovative nel settore agroalimentare mantovano, attente alla sostenibilità è in crescita. Anche a livello regionale si spinge per favorire gli investimenti nel settore, infatti ci sono bandi come l’‘Agrifood Basket Bond’[9], pensati per favorire la competitività, la crescita e lo sviluppo delle PMI lombarde dell’agrifood.
Il futuro del settore
Il settore agroalimentare mantovano è in costante evoluzione, con una forte attenzione alla sostenibilità, alla qualità dei prodotti e alla valorizzazione del territorio. Secondo un’analisi della Camera di Commercio di Mantova del 2023 [10], la provincia è in grado di affrontare le sfide del futuro, grazie alla sua forte tradizione agricola e alla capacità di innovazione.
L'export agroalimentare di Mantova è sensibilmente in crescita, con i prodotti alimentari che rappresentano una quota significativa delle esportazioni.
Un comparto che dà lavoro
L’agricoltura impiega circa il 4,2% della forza lavoro provinciale, pari a oltre 7.600 persone su un totale di 181.482 occupati. A questi si aggiungono circa 8.000 lavoratori dell’industria alimentare, coinvolti in aziende che spaziano dalla trasformazione del latte alla lavorazione delle carni, dalla produzione di pasta a quella di conserve.[11]
Dietro questi numeri c’è un sistema fatto di agricoltori, aziende di trasformazione, artigiani e piccole imprese che ogni giorno lavorano per mantenere viva una tradizione, fatta di qualità e sostenibilità. Puntare sull’agroalimentare mantovano significa investire in un settore che continua a crescere e a portare valore al territorio, con benefici per l’economia locale e per l'immagine del Made in Italy nel mondo.[12]
ITS Academy Agroalimentare: la formazione che fa la differenza
La costituzione di una vera e propria filiera tecnica professionalizzante è molto importante per il tessuto
manifatturiero del Paese, anche perché secondo le previsioni elaborate da Unioncamere-Excelsior in diversi
settori industriali (come la meccatronica e i settori dell’informatica) i fabbisogni occupazionali da qui al 2027 saranno elevati (oltre 200 mila addetti nei settori citati), e quasi la metà delle figure ricercate sarà di difficile reperimento.[13]
In questo contesto dinamico, l’ITS Academy Agroalimentare offre percorsi formativi pensati per rispondere alle esigenze del territorio.
I 3 corsi post diploma della Fondazione ITS Academy Agroalimentare Sostenibile Digital & Green, Food Quality & Safety, Food Marketing & Export, sviluppati in collaborazione con imprese locali e partner, mirano a formare tecnici superiori capaci di affrontare le sfide dell’agroindustria moderna, con competenze che spaziano dalla gestione della filiera alla sostenibilità ambientale, dall’innovazione tecnologica al marketing agroalimentare.
Raccontaci la tua esperienza locale!
L'Agroalimentare mantovano è fatto di persone, storie e generazioni di dedizione. Se in famiglia avete un'azienda nel settore agroalimentare, o se semplicemente avete un legame speciale con le eccellenze enogastronomiche di questa terra, raccontateci la vostra esperienza locale! Quali sono le sfide, le professionalità che vi farebbero crescere e le opportunità che vedete per il futuro di questo settore così vitale?
[1] https://mantovauno.it/economia/mantova-da-primato-nella-dop-economy-vale-602-milioni/
[2] Camera di Commercio di Mantova 2023
[4] L'are (a) è pari a 100 metri quadrati, mentre l'ettaro (ha) corrisponde a 10.000 metri quadrati (100 are)
[5] Myfruit https://www.myfruit.it/news/angurie-e-meloni-parola-ai-produttori-di-mantova
[9] https://mantovauno.it/cronaca/75-milioni-di-euro-per-lo-sviluppo-delle-pmi-dellagrifood-lombardo
[10]https://www.mn.camcom.gov.it/files/InformazioneEconomica/agroalimentare_cap_2023.pdf
[12] Fondazione Qualivita-Ismea, Rapporto 2024, elaborazione su dati 2023.



